Quando un nonno entra in un grande emporio di giocattoli per cercare dei regali per i suoi nipotini, ha due possibilità: sapere cosa acquistare e quindi andare dritto verso quell’oggetto, oppure vagare nelle corsie alla ricerca del regalo perfetto.
E qui sorge il problema; rispetto ai tempi in cui lui era piccolo, oppure quando era padre, sono passati anni, ma nel settore dei giocattoli sembra siano passati secoli. Resistono inossidabili alcuni giochi senza tempo, bambole e cucine giocattolo, costruzioni e vecchi giochi in scatola, ma poi tutto il resto sembra stravolto,
Quello che si nota è che sempre di più il gioco perda quella fantasia, l’immaginazione, obbligando chi gioca, con istruzioni sempre più dettagliate, ad aderire a dei cliché decisi da altri.
Un esempio le costruzioni (lego, playmobil, etc) ormai vengono vendute in scatole con già preordinato cosa deve uscire dopo il montaggio: nulla è lasciato alla fantasia. Una volta venivano vendute in scatole anonime e poi ognuno con la propria inventiva creava, distruggeva e poi montava qualcosa di diverso.
Anche gli altri giocattoli vengono venduti in funzione poi di acquistare i successivi, complementari tra loro.
Tutti questi pensieri scorrono nella testa del nonno, mentre è alla ricerca di qualcosa: quello che doveva comprare, come ha detto il commesso è terminato, in quanto è il gioco del momento. Quando aveva visto la letterina per i regali, si era chiesto quel gioco a cosa serviva, e adesso nel non trovarlo perchè andava a ruba, il dubbio amletico aumentava.
Nel frattempo, era aumentata la quantità di persone frettolose che cercavano nei vari reparti, anche loro alla ricerca del gioco prezioso. Il nonno, insieme con la nonna, anche lei persa nelle corsie, prendono a questo punto dei giochi che potrebbero essere compatibili con i gusti dei nipotini, pagano ed escono.
Durante il ritorno a casa il nonno non cessa di pensare alla sconfitta dell’immaginazione da parte della razionalità dei giochi che adesso sono dominanti. Poi si chiede se tutto questo faccia parte di una logica.
Certo, è cambiato tutto, la tv propina quasi esclusivamente pubblicità di questi giochi e pure le serie tv per i bambini danno un forte senso di razionalità. E allora non lamentiamoci se i bambini non sognano più, che non giochino tra di loro creando un mondo immaginario, ma preferiscano stare sul computer o sul cellulare. E quando fanno gruppo seguono le regole dei grandi, e quindi deragliano dal loro mondo d’infanzia verso un mondo che la razionalità, il bianco o il nero fanno da padrone.
Dove sono finite le scenette di Fantasia di Walt Disney, le avventure di Rin Tin Tin, tanto care al nonno?
Alla fine il suo è stato tutto un sogno, forse non sono mai esistite!